Sera d'autunno

Sunday, 20 November 2011



Novembre castagne arrostite che scottano le dita
novembre braci rosse e fiamme arancio nella stufa
novembre una spremuta d'arancia dolce appiccicosa
novembre la nebbia che copre gli alberi spogli
novembre i bambini che giocano con il berretto e gli stivali
novembre la terra che dorme il meritato riposo
novembre il freddo pungente che prepara la brina
novembre un esercizio accennato al pianoforte, suoni che vibrano nell'aria
spegnendosi lentamente

Buon natale

Sunday, 26 December 2010



Quanta immondizia abbiamo prodotto ieri? Quanti regali sono stati aperti da bambini svogliati, per venir dimenticati subito dopo? Quanto cibo buttato, quanti animali uccisi per nulla? Quanti oggetti perfettamente funzionanti finiranno in discarica domani (oggi sono chiuse), perché sostituiti da altri quasi uguali ma nuovi? Quanto nuovo ciarpame ingombra le nostre case?

Ma non importa, abbiamo fatto gli auguri, falsi e ipocriti, al vicino che odiamo, abbiamo donato due euro a non si sa chi mandando un sms, qualcuno è andato a messa ed ora ci sentiamo molto più buoni.

Buon natale!

Se questo è un uomo

Saturday, 28 August 2010



Come pensate sarebbe la vostra vita se foste costretti ad abbandonare la vostra terra, i vostri cari e tutto ciò che avete per trovarvi d'improvviso in un mondo sconosciuto ed ostile? Immaginatevi su un marciapiede di Lubutu o di Kampot, scaricati dopo un viaggio infernale. Unici bianchi in un mare di neri o di gialli, non capite una parola. Niente soldi, niente amici, nulla di nulla se non una grande delusione ed un filo di cocciuta speranza. Facce dure, sguardi taglienti, frasi incomprensibili ma dal tono inequivocabile ribadiscono, nel caso non l'aveste capito, che non siete i benvenuti.

Che fareste dunque al calar della sera, mentre comincia a far freddo e giunge l'ora nella quale si desidera far ritorno al proprio nido? Pensateci, se potete. Adagiati su una bella poltrona, nelle nostre comode case, un pensiero del genere può durare al più qualche minuto, un esercizio presto dimenticato per qualche altra distrazione. Ma sul marciapiede, sotto la pioggia o con lo stomaco vuoto c'è qualcuno che vorrebbe dimenticare, ma non può.

Quando si presenta l'occasione di scambiare due parole con qualcuno giunto da lontano cerco se possibile di approfittarne. Mi vergogno un po' a comperare la storia di una vita con un paio di monetine, una scatola di biscotti o una coca cola, ma voglio sapere. Come ti chiami fratello, da dove vieni, come ti va. Fratello no, in realtà, suonerebbe come una presa per il culo. Trovo un certo sospetto, all'inizio, ma non c'è una volta in cui non venga congedato con un sorriso. Una storia e la vista di un sorriso su un volto triste per un euro. Mi sembra di rubare le caramelle ad un bambino, ma sono un egoista e lo faccio senza scrupoli.

Orok sta in piedi accanto all'ingresso del Lidl, con un cappellino in mano. Non si capisce bene se attende un amico o cerca l'elemosina, forse non lo sa neppure lui. Saluta i passanti, e li guarda voltarsi dall'altra parte per non ricambiare il saluto. Hanno paura di dovergli dare qualcosa, o forse hanno paura di vedere nei suoi occhi l'eco di un mondo che vogliono ignorare, costi quello che costi. Orok viene dalla Nigeria, non capisce una parola di italiano. Mi racconta, col suo inglese dall'accento insolito, che dove stava aveva un lavoro come camionista. Non un gran che, ma quel che bastava per tirare avanti. Il miraggio di una vita migliore, di una facile ricchezza, o forse l'inganno di qualche trafficante l'hanno portato a Cervignano, a mendicare spiccioli e cibo davanti ad un supermercato. Molti si arrangiano come possono, lui mi dice che avrebbe potuto vendere merce dalla Svizzera, ma "drug is a crime, and is bad for your head. I don't want to have anything to do with it". "I had a work, and now I have to beg for food". Avevo un lavoro, e ora devo chiedere l'elemosina per mangiare. Gli dico che non è un bel momento neppure per gli italiani, che in questi mesi molte fabbriche hanno chiuso e che sarà difficile trovare qualcosa da fare. Ma lui mi insegna un'altra lezione, mi dice che piano piano metterà da parte i soldi per comperarsi un camion e tornerà a guidare. Non sarà oggi, non sarà domani, ma ce la farò. Guardo le monetine nel suo cappello e mi prende un groppo allo stomaco. Magari potrai cominciare con un furgone, gli rispondo, e l'autoarticolato te lo compri più avanti. Niente amici, niente soldi, niente di niente se non un filo di cocciuta speranza. Potrei mai portargli via anche quella? Gli auguro buona fortuna, e lui mi saluta sorridendo.

La prossima volta che vi accadrà di incontrare qualcuno giunto da lontano e vi verrà voglia di non guardare perché sono subdoli, perché rubano, perché in un giorno guadagnano centinaia di euro, perché è tutto un giro di sfruttamento gestito dalla mafia, ascoltatemi e fermatevi un minuto. Come ti chiami, da dove vieni, come ti va. Forse è vero, magari avete trovato un furbo o uno che con gli accendini si è arricchito. Chiedeteglielo però, comprategli una storia. Gli darete un po' di calore, e vi farà bene. Comprategli una storia, e sarà un euro ben speso. Comprategli una storia, e non sarete più gli stessi.

Immensità

Friday, 6 August 2010



Guardate per qualche istante questa fotografia, una classica e meravigliosa ripresa dal telescopio spaziale Hubble nel 1996.

È una minuscola porzione del cielo, ed ogni puntino è una galassia. In ogni galassia brillano centinaia di miliardi di stelle. Nessuno sa quante di queste nutrano la vita, ma chi se la sentirebbe di negare che devono essere moltissime?

Pensate a quante creature, quante civiltà... con i loro amori, le loro arti misteriose, i dolori e la scienza. Quante volte sarà stato eclamato "eureka!", e quante volte qualcuno si sarà posto questa domanda? Riuscite davvero a concepire una simile immensità? Io, lo ammetto, lo faccio con difficoltà, e se per un istante mi pare di riuscirci mi trovo senza parole e senza fiato, in bilico tra l'incredulità e la meraviglia.

Per cominciare, trovatevi una notte limpida (meglio d'inverno) in montagna, e guardate il cielo. Un'esperienza da mozzare il fiato, di una bellezza indescrivibile, che vi mostrerà un paio di migliaia di stelle. Ecco, nella nostra sola galassia, nella nostra isoletta nel cosmo, se ne trovano grossomodo trecento miliardi. E non sono che un puntino.

Scriveva Douglas Adams in quel capolavoro assoluto che è la Guida Galattica per gli autostoppisti: "Space is big. You just won't believe how vastly, hugely, mind-bogglingly big it is. I mean, you may think it's a long way down the road to the drug store, but that's just peanuts to space."

Overload

Wednesday, 18 November 2009



Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari stati. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di fatti al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d'essere «veramente bene informati». Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione di movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Il contadino cinese

Monday, 19 October 2009



In un remoto angolo rurale della Cina vivevano un contadino, la moglie e un unico figlio. Non possedevano terreni né denaro, ma solo una cavalla che usavano per trainare il carro o l'aratro. La loro vita era molto semplice e forse proprio per questo serena.

Una notte, durante la stagione dei monsoni, un temporale spaventò la cavalla che saltò lo steccato e scappò. Nel paese tutti parlavano della disgrazia di quel contadino che aveva perso l'unico bene che aveva. Quando lo incontravano si dicevano dispiaciuti, ma lui rispondeva "Non è detto che sia un male..."

Qualche giorno dopo la cavalla ritornò seguita da quattro robusti cavalli selvaggi. Subito la notizia si sparse ed i vicini si congratulavano per la fortuna che gli dei gli avevano riservato. Il contadino, con uno sguardo a metà tra il preoccupato e il divertito, rispondeva "Non è detto che sia un bene..." e lasciava tutti interdetti.

I fatti sembrarono dar ragione al suo atteggiamento quando suo figlio, cercando di domare uno dei cavalli, cadde e si ruppe una gamba. Una cosa seria nell'antica Cina rurale. Il padre però aveva pronta la sua frase per consolare il figlio: "Non è detto che sia un male..."

In quella stessa settimana arrivò la notizia dell'inizio della guerra: tutti i giovani sani sarebbero stati immediatamente arruolati e mandati al fronte, ma quando il reggimento passò per il paese il figlio del contadino fu scartato e fu così che scampò alla battaglia in cui l'intero reggimento fu sterminato.

L'obiezione di coscienza

Monday, 19 January 2009

Adesso che anche gli autisti di autobus volevano fare gli obiettori, mi domando: giusta l'obiezione di coscienza, ma perché uno non dovrebbe sopportarne le conseguenze?
Prendiamo i ginecologi, ad esempio. Il SSN ti assume per fare un certo lavoro. Non lo vuoi fare, non ti piace? Benissimo, sei libero di trovarne un altro. Non puoi rompere le scatole facendo qualcosa sì e qualcosa no, come ti comoda.
A voi autisti non piace la pubblicità? Bene, licenziatevi e andate a guidare un camion o un taxi.

Lasciando perdere tutti i casi di falsa coscienza, in cui prevalgono altri fattori (pressioni politiche o religiose, o semplice disinformazione), l'obiezione, secondo il mio modestissimo parere, ha un senso solo per cose che qualcuno ti può costringere a fare, com'era ad esempio il servizio militare prima che sospendessero il servizio di leva*. E in ogni caso chi la pratica deve essere pronto a sopportarne le conseguenze, altrimenti si tratta solo della pretesa di una dispensa dallo svolgere il proprio lavoro.

Bello sarebbe allora poter addurre motivazioni religiose per saltare le riunioni noiose, o i compiti troppo faticosi. Al solito, perché l'una cosa sì e l'altra no?

(*) per furor di gioventù, ardente mi convinsi a non fare il militare. Bei tempi...

Tutti pazzi per Obama

Wednesday, 5 November 2008

Sembra che tutto il mondo sia impazzito per il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Farà meglio del suo predecessore, certamente (non che ci voglia molto). È simpatico, di sicuro, è il primo uomo di colore alla casa bianca, e se è arrivato fin là non c'è dubbio che non sia uno sprovveduto.
Però... non so, al sentire cori unanimi di questo tipo, non vi sembra mai che ci possa essere qualcosa di strano? Dal nuovo presidente il mondo, e soprattutto l'Europa, si aspettano rivoluzioni epocali. Qualcosa cambierà, ma dubito che sia possibile per chiunque arrivare a conquistare la sedia più importante del mondo senza essere compromesso in qualche modo con i poteri forti.

Anch'io spero di vedere finalmente un po' di logica e di buon senso governare questo mondo, ma temo che a chi si aspetta miracoli tra un po' toccherà una bella doccia fredda.

Vedremo cosa accadrà, soprattutto per quanto riguarda la laicità dello stato e l'erosione delle libertà civili perpetrate con la scusa della lotta al terrorismo. Di certo non si tratta di uno Zapatero americano.

PS la prima speranza è comunque che si guardi bene dall'accettare i consigli che il Nostro gli vuol porgere!

Produci, consuma... e crepa!

Monday, 3 November 2008



Era un vecchio slogan, scritto con lo spray su un muro del centro. Che tutti i torti, però, non ha.

Non capisco, e forse non capirò mai, come sia possibile che sia assunto a dogma un concetto palesemente assurdo: per far funzionare bene il mondo, si dice, bisogna consumare di più. Solo così l'economia potrà funzionare, e tutti vivremo nell'abbondanza.

Qui i casi sono due: o qualcuno ha scoperto il modo di produrre risorse e ricchezza dal nulla, e non può spegnere la cornucopia (così ci troviamo costretti a distruggere i beni che di continuo vengono prodotti), oppure con gli anni l'aristocrazia ha più o meno inconsapevolmente messo in piedi un sistema folle, instabile ed ingiusto che non ha alcuna speranza di durare.

Pensando al semplice fatto che al mondo circa metà della popolazione vive con meno dell'equivalente di un dollaro al giorno, e che migliaia di bambini muoiono ogni giorno di fame o per le malattie causate da scarse condizioni igieniche, mi viene difficile pensare che sia vera la prima ipotesi.

Miseria, malattie, sovrappopolazione, bambini che muoiono di fame (ma riuscite ad immaginare di vedere vostro figlio spegnersi perché non ha di che mangiare? Ci riuscite?), l'ambiente devastato senza pietà. E quali sono i problemi che ci angustiano? La diminuzione dei consumi... la crisi finanziaria che brucia soldi mai esistiti, i finti giochi di potere al governo delle nazioni.

Povero mondo!

Zeitgeist

Saturday, 18 October 2008

Se non avete ancora visto questo film fatelo ora. Vero o falso che sia ciò che esso presenta, vi farà pensare. E questo, sempre, è un bene.

Due cosette... il film è visibile gratuitamente da internet, e abbiate pazienza per i primi minuti, la partenza è un po' lenta ma il resto vi terrà inchiodati alla poltrona!

Ricorda niente?

Wednesday, 8 October 2008



«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli
uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In
effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai
pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più
rapidamente della civiltà e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento
in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista
dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non
riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno
alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario
strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene
volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del
potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia
sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi
materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca
l'ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo
mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo
benessere e da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad
asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei
propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini
rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o
disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a
capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento
sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel
vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».

Alexis De Tocqueville, "De la démocratie en Amerique", 1840

Sua santità

Monday, 6 October 2008



O almeno così lui si autodefinisce... certo che per trovarci qualcosa di santo serve un bell'impegno. L'ultima uscita di oggi: "Il denaro svanisce, l'unica cosa solida è la parola di Dio". Mah, a me è sembrata una boiata pazzesca. Intanto i soldi che svaniscono sono quelli virtuali creati dagli speculatori, che di fatto non sono mai esistiti. E questo lo può vedere anche un bambino, o forse solo un bambino perché gli adulti si sono complicati la vita fino a non capirci più niente. Il resto della frase, poi, è una sequenza di suoni senza senso.

Forse, in realtà, il sommo sacerdote intendeva dire che i soldi svaniscono tranne quelli nella banca di dio (lo IOR)... o che svaniscono altrove per venir lì risucchiati come gas che cade in un buco nero.

Perché mai milioni di italiani devono sorbirsi queste cialtronerie come fossero grandi rivelazioni, quando fossero uscite dalle labbra di una persona qualunque sarebbero state considerate, giustamente, fesserie?

La scuola

Tuesday, 30 September 2008

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".

(Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950)

Scherzi da prete

Monday, 22 September 2008

Il marito la sorprende insieme al prete, ma il vescovo invita a "non giudicare".

L'episodio. La dinamica è da "pochade": "lui" rientra a casa prima del previsto e trova "lei" a letto con un altro. L'altro è un prete, elemento anche questo nè nuovo nè originale. Anzi, un intellettuale, perchè il sacerdote colto in "flagranza amorosa" è docente di Sacre Scritture a Padova, alla Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale. Il marito è sconvolto - e fin qui tutto normale" - si sfoga con il cognato e insieme vanno dal vescovo a chiedere giustizia.

L'epilogo della storia? Al solito, insabbiata. Anzi, il pover'uomo quasi quasi rischia di finire in galera.

Leggete qui l'articolo di Repubblica.

Mille miliardi di dollari

Saturday, 20 September 2008



Per salvare dal crack il sistema della finanza degli Stati Uniti d'America. Mille miliardi di dollari che avrebbero potuto venir spesi per la sanità, per la scuola, per la ricerca scientifica, per le energie alternative, per la lotta alla povertà... di cose da fare ce ne sarebbero state, ma per quelle non ci sono i fondi. Per sostenere un sistema illogico, che anche un bambino giudicherebbe assurdo e insostenibile, invece, ci sono.
Soldi di carta, ricchezza illusoria. Azioni, titoli, pagherò... finanzieri che si arricchiscono senza produrre nulla, capitali che si gonfiano come bolle di sapone. Tutti ricchi, come nei famosi giochi-truffa a struttura piramidale. Quasi quasi credo più volentieri alla moltiplicazione dei pani e dei pesci!

Ho sempre pensato, come molti altri, che l'"alta finanza" fosse un modo legale ma non lecito per sottrarre risorse alla collettività, a vantaggio di pochi. Fino a che il mondo che produce non viene spremuto troppo, regge. In caso contrario, bum!

E per cambiare le cose non basteranno i mille miliardi. Se il sistema è marcio, crollerà, non importa quanti puntelli si cerchino di mettere. Se non sarà oggi, sarà domani. Imparare la lezione, dopo?