La scuola

Martedì, 30 settembre 2008

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".

(Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950)

Chi fa da sé fa per tre

Venerdì, 26 settembre 2008

Ci credereste se vi dicessi che c'è chi, per divertimento, si costruisce un microprocessore da solo, usando integrati TTL? E che questo processore, compatibile 6502, riesce a far girare il kernel ed il basic del glorioso commodore 64?

E ci credereste se vi dicessi che questa personam non contenta, ha realizzato un processore (a 16 bit) utilizzando solo transistor?

Guardate questo sito e inchinatevi!

Scherzi da prete

Lunedì, 22 settembre 2008

Il marito la sorprende insieme al prete, ma il vescovo invita a "non giudicare".

L'episodio. La dinamica è da "pochade": "lui" rientra a casa prima del previsto e trova "lei" a letto con un altro. L'altro è un prete, elemento anche questo nè nuovo nè originale. Anzi, un intellettuale, perchè il sacerdote colto in "flagranza amorosa" è docente di Sacre Scritture a Padova, alla Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale. Il marito è sconvolto - e fin qui tutto normale" - si sfoga con il cognato e insieme vanno dal vescovo a chiedere giustizia.

L'epilogo della storia? Al solito, insabbiata. Anzi, il pover'uomo quasi quasi rischia di finire in galera.

Leggete qui l'articolo di Repubblica.

Mille miliardi di dollari

Sabato, 20 settembre 2008



Per salvare dal crack il sistema della finanza degli Stati Uniti d'America. Mille miliardi di dollari che avrebbero potuto venir spesi per la sanità, per la scuola, per la ricerca scientifica, per le energie alternative, per la lotta alla povertà... di cose da fare ce ne sarebbero state, ma per quelle non ci sono i fondi. Per sostenere un sistema illogico, che anche un bambino giudicherebbe assurdo e insostenibile, invece, ci sono.
Soldi di carta, ricchezza illusoria. Azioni, titoli, pagherò... finanzieri che si arricchiscono senza produrre nulla, capitali che si gonfiano come bolle di sapone. Tutti ricchi, come nei famosi giochi-truffa a struttura piramidale. Quasi quasi credo più volentieri alla moltiplicazione dei pani e dei pesci!

Ho sempre pensato, come molti altri, che l'"alta finanza" fosse un modo legale ma non lecito per sottrarre risorse alla collettività, a vantaggio di pochi. Fino a che il mondo che produce non viene spremuto troppo, regge. In caso contrario, bum!

E per cambiare le cose non basteranno i mille miliardi. Se il sistema è marcio, crollerà, non importa quanti puntelli si cerchino di mettere. Se non sarà oggi, sarà domani. Imparare la lezione, dopo?


Buchi neri

Martedì, 9 settembre 2008

Non so voi, ma io ero e sono inferocito come una belva al sentire idiozie come quella dell'LHC e dei buchi neri. Che un ignorante possa uscirsene con trovate di quel tipo, passi. Ma che giornali e televisioni la battano come fosse un grande scoop, è inconcepibile. Facendo notare, già che ci sono, quanto costi l'acceleratore ed il CERN in generale. Così il cittadino medio, che di fisica non ha la benché minima cognizione, può sentirsi in diritto di contestare le spese per la ricerca. In fondo che 'mme frega a me del bosone di Higgs?

Se anche voi la pensate come me, troverete rinfrescante questa creazione. È geniale, e mi ha fatto ridere.

Se il sito non vi si apre, trovate la stessa cosa qui

Giustizia è fatta

Venerdì, 5 settembre 2008



Ieri mattina stavo facendo un po' di spesa al supermercato (un lidl), quando all'improvviso si è sentito un po' di trambusto. Un signore, dall'aria un po'dimessa, stava dicendo ad una addetta in borghese: "Pago, pago!", mentre cercava di togliersi da sotto la maglia un salame, un pezzo di formaggio e forse qualcos'altro che non sono riuscito a vedere.
Il ladro (che poi è risultato essere croato) è stato subito portato in ufficio, e dopo non più di un paio di minuti sono arrivati i carabinieri che, trattandolo come un animale, l'hanno caricato in macchina e portato via a sirene spiegate.

Avreste dovuto vedere le facce dei presenti: i dipendenti del supermercato sogghignanti, l'addetta in borghese orgogliosa come un cacciatore che ha appena abbattuto la sua tigre, gli altri clienti indifferenti, qualcuno con un sorrisetto come a dire "ben gli sta".

Capisco, ovviamente, che il furto è un reato, e che il ladro, in qualche modo, se l'è cercata. Ma serviva tutto questo accanimento? Se invece di essere un poveraccio croato fosse stato visto il figlio di un avvocato, magari mentre si infilava sotto al giubbotto una scatola di preservativi, sarebbe finita allo stesso modo?

In fondo il malcapitato è stato fermato da un dipendente del negozio ancora tra le corsie, quindi tecnicamente non avrebbe ancora rubato nulla, e poi è stato trattenuto contro la sua volontà. Di sicuro se al posto suo ci fosse stato qualche professionista del taccheggio non si sarebbe fatto incastrare così. Ma, d'altra parte, non avrebbe certo preso salame e formaggio.

Mi dispiace, è un cattivo e ha avuto il fatto suo, però non riesco a smettere di pensare a come è stato trattato. E non riesco a smettere di provare pena per qualcuno costretto a rubare del cibo. Avessi potuto gliel'avrei comprato io.

Comunque la giustizia ha trionfato, l'addetta avrà un premio, la forza pubblica ha dato un'altra brillante dimostrazione della sua efficienza, e tutti ci sentiamo un po' più sicuri. Evviva.

Il pubblico e il privato

Mercoledì, 20 agosto 2008

Ci avete fatto caso, parlando con gli amici, i passanti, la gente in fila alla cassa del supermercato? O anche solo ascoltando le loro conversazioni?

Il futuro sembra diventato una polvere di affari propri. Non c'è interesse per la cosa pubblica, per il futuro del mondo, per quello che accadrà dopodomani. Ci sono studi che mostrano la possibilità concreta dello scioglimento di tutto il ghiaccio del polo nord entro una decina d'anni. Ci sono guerre dove bambini muoiono straziati dalle bombe o perdono i genitori. Sai che vodafone ha un'offerta per l'estate con la quale posso mandare 100 sms al giorno pagando solo due euro? Tra un po' vado in ferie e mi faccio una settimana a Capo Verde.

Il mio immediato futuro, è tutto ciò che conta. Pensare al domani è faticoso, incerto, difficile, e inutile. Starò diventando vecchio, ma ho l'impressione che si stia prendendo una gran brutta strada. Spero di sbagliarmi.

Rifiuti

Martedì, 19 agosto 2008



Arriva periodicamente il momento di liberarsi di un po' del ciarpame che infesta la casa ed il giardino. Oggi ho stipato per bene, due volte, la macchina per portare tutto all'ecopiazzola comunale. Non è certo la prima volta che ci vado, ma ogni volta resto stupito, ed ogni volta di più. Montagne di oggetti di ogni genere (per fortuna separati in base alla categoria, per consentire un minimo di riciclaggio). Centinaia di televisori, videoregistratori, stampanti... una volta l'oggetto del desiderio, portati a casa con gran soddisfazione, solo per finire poco dopo allo sfascio, vinti da un amore nuovo.

Guardando quei cumuli, e siamo un piccolo comune, viene spontaneo chiedersi: "Dove andrà a finire tutta quella roba?"

Con tristezza ho dovuto gettare la piccola biciclettina con le rotelline, con la quale il mio bimbo più grande (che tra poco compirà cinque anni) muoveva nel parco le sue prime pedalate. Mi sarebbe piaciuto conservarla per il fratellino, e magari un domani per i nipoti. Guarda, piccolo, questa è la stessa bici che usava il tuo papà quando aveva la tua età. Di che essere orgogliosi, un oggetto con un valore ed una storia.
E invece no, ne ho altre tre che mi sono state regalate, sono più belle, sono più nuove, ed occupano spazio. Il nuovo grida, si fa largo a forza di spinte e di lusinghe, non si riesce in alcun modo dirgli di no.

D'altra parte ci chiamano "consumatori". Ma avete mai pensato un po' a quanto vergognosa sia questa definizione? Tu cosa fai nella vita? Consumo! Bravo, tu si che aiuti a sostenere l'economia e far girare il mondo. Cose da pazzi. Una volta almeno eravamo cittadini, non una gran lode ma meglio che niente.

Una scritta su un muro degli anni '80, mai dimenticata, diceva: "Produci, consuma, crepa!"

Domžale

Sabato, 9 agosto 2008

Un bel pomeriggio, 20 Km sui pattini attraverso la campagna, con amici cordiali. Anche se, con il caldo di agosto, un po' faticoso!

Il torero d'Ungheria

Martedì, 5 agosto 2008

Vi chiedete cosa mai possano avere a che fare i toreri con l'Ungheria? Chi c'era, lo sa, gli altri provino ad immaginarlo.

Accidenti, a proposito, come sono riservati gli ungheresi... almeno nella zona che abbiamo visitato noi (sud est, al confine con Serbia e Romania). Puoi andartene in giro per ore senza che nessuno ti rivolga la parola... non sarà che la loro lingua è incomprensibile anche per loro?

Szeged

Mercoledì, 30 luglio 2008



Erada tantissimo che la banda non organizzava trasferte così impegnative: mi sembrerà di tornare indietro a vent'anni fa, con questa uscita in Ungheria di cinque giorni.
Molte cose sono cambiate, ora sono più... vecchio, lascio ad aspettarmi a casa una moglie e due bimbetti, mentre ai tempi c'era solo la voglia di divertirsi e nessun impegno.
Be', in ogni caso spero che questi giorni a Szeged con gli amici siano rilassanti, in un certo senso, e rigeneranti. Ne ho bisogno!

Facebook

Lunedì, 28 luglio 2008

Da qualche tempo ho attivato un account su Facebook. Se qualcuno di voi, che mi conosce, vuole per sua curiosità sapere cosa sto facendo, può iscriversi e chiedere di diventare mio amico.

All'inizio ero un po' scettico, ma in realtà il sistema è fatto molto bene, è divertente ed utile per tenere i contatti con gli amici.

Graz

Giovedì, 24 luglio 2008



In partenza, con la famiglia, per Graz. Sono solo tre giorni di vacanza, ma meglio di niente. Venerdì, se il tempo sarà clemente, potrò pattinare con i ragazzi del posto.

Il brutto di queste permanenze, pur brevi, in paesi civili, è il ritorno a casa...

Insonnia

Venerdì, 11 luglio 2008



Lunghe, le ore della notte sembrano non finire mai. Il rumore di un treno lontano, il latrato di un cane. Nel buio, contorti, si agitano mostri e malinconia. Pensieri strani, incommensurabili, che piano svaniscono scacciati dal sole. E il mattino, non si sa se agognato o temuto, già si affaccia al balcone.

Piano piano

Giovedì, 10 luglio 2008



Da circa quattro mesi, giorno più giorno meno, ho cominciato a studiare il pianoforte.

Perché mai, direte voi, prendersi un impegno del genere, a trentasette anni, come se di cose da fare non ce ne fossero già abbastanza? Be' posso provare a rispondere: perché è una cosa che ho sempre voluto fare, perché è stimolante, è una sfida, è estremamente interessante e piacevole.

Una cosa che non avrei immaginato è quanto lo studio di questo strumento possa essere impegnativo, e richieda la massima concentrazione fisica e mentale. Non è un periodo dei più brillanti, da questo punto di vista, ma qualcosa comincia a funzionare. Per ora sto studiando il (celeberrimo) metodo "Beyer", poi si vedrà. Tanto non ci sono traguardi da raggiungere.

È stata una fortuna trovare un maestro molto capace, sia dal punto di vista musicale che umano, cosa estremamente importante. Più d'uno dei miei amici ricorda con orrore sadiche lezioni con terribili maestre, e oggi non vuole neppure sentir nominare il piano.

Mi faccio gli auguri da solo, soprattutto di poter continuare a trovare il tempo e le energie, tra tutti gli accidenti della vita, per studiare e migliorare, anche solo un po'