Partoanalgesia

Il primo bimbo è nato con parto naturale. Non potendo far altro per aiutarla, sono stato vicino alla futura mamma durante il travaglio e la fase espulsiva, e vi assicuro che non è stata un'esperienza piacevole. D'accordo che la mia esperienza di vita non è molto ampia e che al mondo si incontrano cose orribili, ma vi assicuro che non ho mai visto una persona soffrire in quel modo. A volte capita che le cose vadano meglio, ma la gran maggioranza dei parti assomiglia molto da vicino ad un'atroce tortura.

Vi racconto la mia esperienza di uomo, quindi indiretta, sperando che possa essere di aiuto a chi dovrà consigliare la propria compagna. Con buona pace delle cose "naturali" che per forza devono essere anche benefiche, per il secondo abbiamo deciso di avvalerci dell'ausilio della moderna scienza medica. Più che io mia moglie, ovviamente.

La moderna partoanalgesia epidurale consiste nell'introduzione di un catetere (un sottile tubicino) in un punto preciso della colonna vertebrale, nello spazio peridurale. Attraverso il tubicino si somministrano anestetici locali e analgesici che agiscono selettivamente sulle fibre nervose sensitive e poco o nulla sulle fibre motorie. L'effetto di questi farmaci è di ridurre o abolire il dolore delle contrazioni e del parto, con trascurabili effetti sulla capacità di usare i muscoli e sulle altre forme di sensibilità.

In breve, il dolore viene quasi completamente cancellato, mentre rimane la possibilità di muoversi normalmente e di sentire tutto ciò che sta accadendo nel processo della nascita.

Ci sono anche i denigratori di questa tecnica, che forniscono scuse abbastanza poco credibili.

1) Non è una cosa naturale, se la natura ci ha fatti così non abbiamo il diritto di intervenire.

Risposta: la natura non ha fatto niente, siamo ciò che siamo come conseguenza di un processo evolutivo che, pur mirabolante, non abbiamo ragione di considerare perfetto

2) Con il dolore si vive più intensamente il momento

Risposta: mentre si è in preda a dolori tremendi non si può essere consapevoli di null'altro, viceversa si è in grado di seguire tutte le fasi del parto in modo cosciente e sereno.

3) Il travaglio può essere più lungo, e spesso occorre somministrare ossitocina

Risposta: Meglio stare bene tre ore o soffrire due ore e mezza? E comunque l'ossitocina non ha mai ucciso nessuno

4) Tu donna partorirai nel dolore

Risposta: Contro il prete non si hanno ragioni, si ha il carcere (Legge Contro il Cristianesimo, Friedrich Nietzsche). Nietzsche era troppo buono... e scrivo questo invece di quello a cui avevo pensato perché in italia a bestemmiare si rischia ancora grosso.


Trackbacks

  1. Partoanalgesia

    Laura ha lasciato un commento appassionato ad un messaggio di qualche mese fa sull'opportunità dei parti in analgesia. Indipendentemente dal fatto che io possa condividere o meno, in tutto o in parte, quello che dice, non merita di restare sepolto sotto l

Commenti

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    niente da dire se non ...che sei UNA GRANDE!!!soprattutto nei commenti finali!...da parte di chi le partoanalgesie le pratica!
    #1 arj on 01-05-2007 11:09
    Grazie! Mi fa piacere vedere che un'esperta (le anestesiste dell'ospedale dove ha partorito mia moglie erano tutte donne, chissà perché mi pare naturale che sia così) ha apprezzato il mio messaggio. Unica osservazione... sono un maschietto :-)
    #1.1 Anonimo on 01-05-2007 14:15
    Gentile Signore,
    Tralascio di commentare l'indelicatezza con la quale ha commentato le parole della Bibbia, la libertà di Credo è un principio democratico e il rispetto delle altrui convinzioni è educazione. Il Cristianesimo vive i suoi giorni di crisi senza bisogno delle nostre laicissime invettive.

    Vorrei invece risponderLe da donna, da madre e da ostetrica.

    Ho partorito due volte prima di iniziare il percorso di studi universitario che mi ha portata a intraprendere questa meravigliosa professione, che lei forse conosce. La possibilità di confrontarmi con le capacità del mio corpo è stata una vera scoperta, mi sono ritrovata competente e forte alla faccia della sfiducia che mi circondava. Il primo parto è stato ospedaliero in un ospedale umanizzato. Niente di speciale ma almeno ho potuto dire la mia e ho potuto proteggermi da interventi inutili. Il secondo parto è avvenuto a domicilio e qui ho potuto davvero sperimentare la forza del mio corpo, ho travagliato tranquillamente senza partogrammi o persone che mi chiedessero di dilatarmi di almeno un centimetro all'ora, tutto è avvenuto nel modo più facile, con una bella carica di dolore (non ho avuto travagli brevi nè indolori) ma con molte risorse AUTOGENE per superarlo.
    Questo mi pare il punto centrale: le donne che partono dal presupposto di iniziare la partoanalgesia prima di avvertire il dolore, si privano della possibilità di farcela da sole, delegano all'esterno la risoluzione del problema, escludono una possibilità di empowerment. Questo spesso si riflette anche sulla successiva capacità di essere genitore, più facilmente queste donne chiederanno il parere dell'esperto per lo svezzamento, per il raffreddore, per l'iperattività.

    Riguardo al dolore disumano che Sua moglie ha subito, posso dirLe con una certa cognizione di causa che è stato in buona parte iatrogeno. Gli ospedali (tutti gli ospedali) hanno un approccio funzionale alla propria organizzazione interna più che ai bisogni delle donne. Se un ospedale fosse davvero attento ai bisogni delle donne, permetterebbe ad ognuna di loro di conoscere la propria ostetrica prima del parto, metterebbe a disposizione un locale accogliente e domestico dove travagliare liberamente assumendo cibi (l'anestesista mi perdonerà...è scientificamente dimostrato che le restrizioni alimentari rallentano il travaglio e condizionano le capacità di reazione allo stress del feto), riposando, utilizzando tutti gli strumenti comuni per VIVERE l'esperienza (l'acqua, il movimento...) senza visite vaginali ogni due ore, senza episiotomia, senza la pretesa di vedere rispettata un'assurda tabella di marcia costruita su un'indagine piena di vizi di forma e di metodo (le curve di Friedmann). Questo schema esiste, è praticato in molti Paesi del mondo con risultati SEMPRE eccellenti per la madre e per il bambino.

    Posso dirLe anche che l'ossitocina, direttamente non ha mai ucciso nessuno ma indirettamente è in grado di creare problemi anche mortali. L'utilizzo continuo di perfusioni ossitociche "stanca" l'utero al punto che, dopo la nascita del bambino, si può verificare la gravissima condizione di ipotonia uterina che, se non trattata prontamente ed adeguatamente, può portare all'isterectomia, a sindrome di discoagulopatia intravasale da consumo e/o alla morte della donna per emorragia in pochi minuti. Se le conseguenze qui descritte si vedono rarissiamante, è molto più facile osservare una certa refrattarietà uterina che porta ad abbondanti perdite di sangue, perdite che richiedono l’uso di prostaglandine molto più aggressive e una terapia o una trasfusione dopo il parto. Questa condizione è associata prevalentemente alle induzioni farmacologiche con ossitocina. Sappiamo anche che i bambini che nascono da parti indotti hanno maggiori problemi di ittero dovuti all’uso di grandi quantità di farmaci. Sappiamo anche che l’ittero rende sonnolenti i bambini e, quindi, meno pronti a succhiare al seno proprio nei giorni in cui è importantissimo farlo di frequente. Inoltre, i bambini devono stare separati dalla madre per poter fare la fototerapia. Quanti allattamenti falliscono silenziosamente sotto queste “banalità”?

    Gli anestesisti poi, non dicono mai quanto spesso il parto ha bisogno di un "aiutino". I parti operativi (vaginali o addominali), dovrebbero, in base alle evidenze scientifiche Cochrane, essere pari in quantità ai parti senza epidurale ma, nei fatti, vediamo ogni giorno come questo, nella realtà, non avviene. Non so se dipende da un errore di gestione della somministrazione di analgesico (che potrebbe togliere troppa sensibilità escludendo la capacità di collaborazione della donna) o se dipende da un'eccesso di ansia nella lettura del CTG (le pressioni del pediatra sul ginecologo riguardo ai cali da impegno sono quotidiane), ma, nei fatti, il parto viene accellerato con l'aumento della perfusione ossitocica, l’invito a spingere prima della percezione del premito, l'uso sconsiderato della manovra di Kristeller (dovrebbe essere utilizzata al massimo per tre volte ma si la vediamo utilizzare anche per 12-15 volte), l'episiotomia, l'utilizzo della ventosa. Nel post partum da partoanalgesia è anche più frequente la ritenzione urinaria che richiede un cateterismo con relativo aumentato rischio di infezioni delle vie urinarie.

    Infine parliamo degli effetti indesiderati. Esistono anche delle donne che non hanno beneficio dalla pratica. L’anestesista continua a smanettare, riposiziona il catetrino, somministra altro farmaco…ma la donna continua ad avvertire le contrazioni, sperando sempre che l’analgesico faccia effetto, sperando che sia l’ultima contrazione dolorosa. Altre, invece, chiedono l’epidurale a gran forza nonostante la dilatazione lo sconsigli. Si esegue la pratica e…si buca la dura. L’incidenza di questo effetto è di circa il 2%, a me è capitato di vederlo più volte nella mia (breve) carriera. La questione sarebbe banale per una persona che abbia effettuato un qualsiasi intervento chirurgico ma per una puerpera può avere effetti pesanti in quanto ella dovrà espletare le proprie funzioni fisiologiche (lavarsi, evacuare, mangiare) da distesa in posizione completamente orizzontale per almeno un paio di giorni fino ad un massimo di 10-15, afflitta da un tipico mal di testa sedato da farmaci (che passano al bambino attraverso il latte) e dovendo occuparsi del neonato in un periodo sensibile all’attaccamento affettivo che non si ripeterà più nella vita dell’individuo. Le donne che vivono questa condizione, sono costrette a farsi aiutare in ogni gesto, descrivono sempre un senso di paura riguardo al futuro, pensano che potrebbero restare menomate a vita, hanno molteplici problemi di allattamento e di cura del neonato (il rooming in è praticamente impossibile in queste condizioni)…eppure hanno firmato un consenso informato…perché pensavano che a loro non sarebbe successo mai? Perché il rischio dell’1,5% di avere un bambino Down è considerato alto mentre il rischio del 2% di avere conseguenze indesiderate da un’epidurale è considerato basso?

    Riguardo alle imperfezioni del processo evolutivo, posso dire che il parto è una funzione fisiologica e, in quanto tale, non necessita di un intervento medico né di un particolare percorso di apprendimento. Se il processo fosse così imperfetto, la specie umana si sarebbe estinta da molto tempo. Inoltre, la percezione del dolore nel parto è strettamente correlata al grado di civilizzazione di un popolo. Possiamo dire che, in qualche modo, il dolore sul parto ce lo abbiamo messo noi con l’insieme di idealizzazioni e regole che abbiamo voluto imporre a questo evento, fisiologico come fare all’amore. Di questo passo, dopo il dietologo che ci dice come magiare, ginecologo-ostetrica-anestesista che ci dicono come partorire, pediatra-puericultrice-infermiera che ci dicono come allattare, fisioterapista che ci dice come respirare, avremo prossimamente anche il sessuologo che ci dice come scopare. Mi dispiace ma io a questa cultora dico: NO, GRAZIE!
    #2 lauracast on 13-10-2007 10:29
    Dopo questo lunghissimo commento da parte di questa ostetrica, dove sembra che tutti i travagli e i parti siano eutocici (cioè fisiologici, o meglio senza problemi) mi sorge spontanea una domanda: perchè nessuno mai parla dei travagli e parti distocici (cioè quelli che per vari motivi hanno dei "problemi")?Perchè chi promuove così tanto il parto a casa e demonizza al tempo stesso la partoanalgesia omette o comunque sembra minimizzi che in un qualsiasi momento del travaglio si possa presentare una distocia, a volte prevedibile, ma a volte no?Che magari potrebbe esitare in un lunghissimo ed allucinante travaglio e parto (spesso operativo) oppure in un taglio cesareo a volte immediato oppure dopo tante lunghissime ore di travaglio ...(magari con una presentazione occipito-sacrale che fa un male da morire...)E ancora...perchè si dicono sempre tante falsità riguardo la peridurale con il solo gusto di fare puro terrorismo assolutamente gratuito?Forse tu non sai che durante una partoanalgesia si deve (e sottolineo SI DEVE) bere e mangiare, ma non solo...SI DEVE camminare, muoversi, mettersi carponi, ecc ecc. Sicuramente l'unica cosa che non SI PUO' fare è mettersi in vasca o sotto la doccia (ma di questo le mamme vengono ben informate prima). Ma soprattutto: da quando in qua un'ostetrica si mette a fare lezioni di anestesia?ovvero parlando o scrivendo (come quasi sempre si sente o si legge ovunque) delle complicazioni , dei rischi e degli effetti collaterali,con tanto di percentuali (di solito errate naturalmente) di una tecnica anestesiologica (e quindi SPECIALISTICA) COME LO è L'ANALGESIA PERIDURALE?...a titolo puramente informativo vorrei precisare che la percentule di puntura accidentale della dura madre, da cui deriva la cefalea non è del 2% ma va dallo 0,2% allo 0,5%...eppoi direi che mi semnbra proprio di basso profilo confrontare una simile problematica con quella che riguarda i bambini Down, se non altro per rispetto degli stessi!
    Tornando al discorso iniziale vorrei anche sottolineare che a volte non tutte le donne sono uguali nella loro psiche e nel loro fisico, come non sono tutti uguali i travagli, anzi!E non sta alle ostetriche giudicare il vissuto o le opinioni o quello che comunque "sente" una mamma prima e durante il travaglio, il compito dell'ostetrica è assistere ed accompagnare nel percorso nascita la futura mamma cercando di conoscerla, capirla, entrare in sintonia con essa, guidandola, ma soprattutto RISPETTANDOLA!e le ostetriche che lo fanno (e sono delle GRANDI), SANNO anche quanto male fanno certi comportamenti o commenti che che lew loro colleghe "elargiscono" in modo del tutto gratuito alle partorienti che richiedono l'epidurale, lasciando loro un'amarezza e un ricordo del loro travaglio assolutamente negativo!O forse nessuna di loro si è mai preoccupata poi di avere un feed.back con la puerpera dopo che l'hanno "bastonata" ripetutamente durante il travaglio!Perchè in certi momenti della vita (e le ostetriche dovrebbero saperlo) si è talmente recettive e ipersensibili che anche uno sguardo o una frase ti può devastare; cosa che magari se accadesse in un altro momento avresti la lucidità e la prontezza di difenderti e di rispondere in tono idoneo. Concludo dicendo che purtoppo per l'ennesima volta constato che le ostetriche invece di pensare a rendere il loro lavoro più umano E sicuro (mi riferisco ai parti a domicilio...dove quando va tutto bene tutte sono bravissime ma...quando le cose vanno male ...si chiama il ginecologo ...e se vanno malissimo si chiama l'anestesista...MA A CASA DELLA PARTORIENTE CHI CHIAMA L'OSTETRICA...IL 118...dove spesso in certe regioni non c'è neanche il medico?o comunque sicuramente non c'è nè un gine nè un'anestesista, nè un monitoraggio CTG,nè i presidi per un parto operativo, e magari sei a mezz'ora o più dal più vicino ospedale???) . Eppure molte ostetriche continuano a fare lezioni cattedratiche su un argomento ultra specialistico di cui non hanno competenza ,senza invece tener conto di quanti tagli cesarei si riescono ad evitare con l'epidurale!...e non venirmi a dire che l'epidurale aumenta i parti operativi, perchè con i bassi dosaggi che si usano (o almeno si dovrebbero usare) le ventose sono uguali o in certi centri addirittura inferiori ai parti senza analgesia!QUANTE CAZZATE SI DICONO IN GIRO...MEDITATE GENTE...MEDITATE..
    #2.1 anna on 20-03-2008 00:02
    Grazie per il commento esteso e appassionato. da parte mia posso aggiungere solo che imporre una tecnica particolare, che sia l'analgesia o il parto naturale (o l'accanimento terapeutico) resta comunque un'imposizione. Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie e fatte con calma le necessarie riflessioni, resto convinto che ognuno ha il diritto di scegliere come ritiene giusto.

    Per quanto riguarda la chiesa, il cristianesimo e la bibbia, credo che sopravviveranno a quattro parole su un oscuro blog che farà venti visite al giorno quando va bene... mentre tiene in pugno le televisioni ed i giornali di tutta Italia. Non vedo perché i religiosi possano pontificare a destra e a manca su ogni cosa, mentre quando qualcuno fa delle osservazioni contrarie viene considerato offensivo. Ma questo, come dice lei, è un altro discorso.

    Comunque grazie ancora per il suo intervento!
    #3 Davide on 13-10-2007 11:37
    Pur essendo agnosticamente laica, la bestemmia, anche solo evocata, mi fa inorridire. Possiamo permetterci di esprimere i nostri pensieri senza queste bassezze. Che ci piaccia o meno, il Cristianesimo è parte della nostra cultura e condiziona il nostro pensiero, anche quello laico. Duemila anni di storia non si cancellano certo con una rivoluzione! Altri popoli hanno radici diverse ed esprimono questa diversità anche nella vita laica, all'interno di Governi laici...

    Il potere della Chiesa è sicuramente ancora molto forte ma non sarà certo questo a salvarla da un declino che, personalmente, ritengo inesorabile. Lasciamo al tempo l'onere di picconare questo baluardo ed esprimiamo la nostra curiosità intellettuale attraverso il rispetto (che NON è la tolleranza...).

    Per dirla tutta poi, penso che la crescita degli individui senza una maturazione spirituale costituisca uno sviluppo monco. Noi siamo corpo, mente ma anche anima e spirito e lo dico non in senso cristiano ma steineriano. La laicità su questo ha miseramente fallito producendo individui distratti, superficiali, pronti a seguire il leader più carismatico...abbiamo sempre bisogno di guide, forse quelle spirituali, pur non essendo perfette, sono migliori di tanti uomini mediatici...

    Saluti.
    #3.1 lauracast on 19-10-2007 10:10

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